A chi va l’assegnazione della casa coniugale in caso di genitori divorziati? Al primo posto l’interesse dei figli (L’interesse superiore del minore) Il Tribunale di Cuneo e la Corte di Appello di Torino, stabiliscono che la casa va ai figli. Un nuovo modo di assegnare. Sono i genitori che si alternano. Sono i genitori che devono alternare la loro presenza nella casa familiare, nei giorni in cui possono stare con i figli (Gli effetti della separazione tra coniugi).  La Corte di Cassazione nel 2023 aveva già individuato il criterio de l’assegnazione della casa coniugale ai figli.

Va analizzato, come sempre il caso concreto. Nel caso di specie i coniugi hanno rispettivamente altri immobili. Esiste un clima di collaborazione e solidarietà.

Ciò che emerge chiaramente è il preminente interesse del minore (L’interesse superiore del minore) rispetto agli altri interessi coinvolti. L’ambiente circostante può infatti turbare lo sviluppo psicofisico dei minori o comunque dei figli coinvolti in separazione dei genitori. L’assegnazione della casa familiare ai figli è possibile in specifici casi. Ovvero ogni volta che i genitori risultano presenti nella vita dei figli in egual misura. Quando i genitori sono disponibili ad accordarsi. Quando nel contemperamento degli interessi è necessario che il benessere dei figli non subisca il conflitto genitoriale. Tale orientamento si discosta dalla prassi consolidata. Ma pone delle condizioni, da valutare caso per caso. Non sempre le separazioni lo consentono. La conflittualità, i casi di violenza domestica, impongono una analisi accurata.

La preferenza è legata quindi al mantenimento del focolare domestico. Ovvero a che l’assegnazione della casa familiare consideri la permanenza die figli nell’ambiente Enel quale sono cresciuti. Questo è lo stesso criterio che si usa per stabilire il collocamento .

Perché quindi  l’assegnazione della casa familiare ai figli? Prima concorreva a realizzare il mantenimento del coniuge più debole. Oggi è condizionata solo all’interesse die figli. La casa familiare deve essere idonea a far conservare l’habitat domestico in funzione dei figli. Se inidonea si trovano altre situazioni. E di conseguenza viene revocata l’assegnazione.

E’ necessaria una valutazione complessiva degli interessi in gioco. Non sempre la scelta de l’assegnazione della casa familiare ai figli è una soluzione percorribile.

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