La Riforma Codice del Consumo (https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2026/03/09/26G00047/SG) : stop al greenwashing. Il 2026 rappresenta un anno di svolta per la tutela dei consumatori in Italia con il diritto di recesso online. Due importanti interventi legislativi modificheranno infatti il Codice del Consumo, rafforzando la trasparenza nei rapporti tra imprese e clienti. La normativa viene adeguata alle nuove esigenze del mercato digitale e della sostenibilità. La riforma codice consumo introduce da un lato una nuova funzione di recesso per i contratti conclusi online e, dall’altro, nuove misure contro il greenwashing. Oltre che per le pratiche di obsolescenza precoce. Le novità entreranno in vigore rispettivamente il 19 giugno 2026 e il 27 settembre 2026. Con il D.Lgs. 31 dicembre 2025, n. 209, il legislatore ha introdotto nel Codice del Consumo il nuovo articolo 54-bis, dedicato alla cosiddetta “funzione di recesso”. La norma si applica ai contratti a distanza conclusi mediante interfacce online e mira a rendere più semplice l’esercizio del diritto di ripensamento da parte dei consumatori. I professionisti che consentono la conclusione di contratti tramite siti web, app o altre piattaforme digitali dovranno mettere a disposizione una funzione facilmente accessibile che permetta al consumatore di comunicare il recesso direttamente online. L’obiettivo è eliminare ostacoli burocratici e procedure complesse che spesso scoraggiano l’esercizio del diritto di recesso, garantendo un’esperienza semplice e immediata. La riforma modifica anche l’articolo 49, comma 1, lettera h), del Codice del Consumo, ampliando gli obblighi informativi precontrattuali. Prima della conclusione del contratto, il consumatore dovrà essere informato in modo chiaro: delle condizioni per esercitare il diritto di recesso; dei termini previsti dalla legge; delle modalità operative della nuova funzione di recesso online; delle eventuali esclusioni previste dalla normativa. Le imprese che operano nel commercio elettronico dovranno pertanto aggiornare procedure, interfacce e informative per conformarsi ai nuovi requisiti.
Greenwashing e obsolescenza precoce: le nuove regole invece dal 27 settembre 2026. La seconda grande novità della riforma codice consumo deriva dal D.Lgs. 20 febbraio 2026, n. 30, che recepisce la Direttiva (UE) 2024/825 e rafforza la tutela dei consumatori contro pratiche commerciali ingannevoli legate alla sostenibilità ambientale. L’intervento normativo nasce dall’esigenza di contrastare il fenomeno del greenwashing, ossia la diffusione di messaggi che attribuiscono ai prodotti caratteristiche ambientali non dimostrate o esagerate. La riforma del Codice del Consumo introduce una disciplina più rigorosa. Sopratutto per le dichiarazioni ambientali utilizzate nelle attività di marketing. Le imprese dovranno poter dimostrare con elementi verificabili le affermazioni relative a: sostenibilità ambientale; riduzione delle emissioni; impatto ecologico dei prodotti; utilizzo di materiali riciclati; neutralità climatica o compensazione delle emissioni. Dichiarazioni vaghe o non supportate da evidenze concrete potranno essere considerate pratiche commerciali scorrette. La riforma codice consumo segna un importante passo avanti nella protezione dei consumatori e nella promozione di un mercato più trasparente e sostenibile. Da un lato, la nuova funzione di recesso online semplifica l’esercizio dei diritti nei contratti digitali; dall’altro, le misure contro il greenwashing e l’obsolescenza precoce rafforzano la fiducia dei consumatori nelle informazioni fornite dalle imprese. Per le aziende il 2026 rappresenta quindi un anno di adeguamento normativo, mentre per i consumatori si apre una fase caratterizzata da maggiori garanzie, trasparenza e consapevolezza nelle scelte di acquisto.
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